Poetici e ineluttabili, gli opposti

«Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse:
il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me.
Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle
come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza»

Kant, Critica della ragion pratica

Questa sera ho visto “Psycho” di Gus Van Sant. Un omaggio all’omonimo capolavoro di Hitchcock, che grazie alle possibilità tecniche realizza ancora meglio le intuizioni originali.

Il tema centrale è l’amore che una madre investe verso un figlio, Norman. Cosa c’è di più poetico di questo amore?! Eppure amore ed odio sono legati indissolubilmente. Quando questo amore viene meno nella mente e nel cuore di Norman, lui non esita a distruggere il soggetto-oggetto del suo amore, subendo il tracollo psichico che questo comporta. Marion, impiegata di un’agenzia immobiliare, che a causa di un’azione infausta rifugge da qualsiasi soggetto-oggetto d’amore, cade per gioco della sorte vittima di questo meccanismo dal quale effettivamente nessuno può scappare. Che cosa c’è di più terribile di questa ineluttabilità?!

Terminato il film mi sposto in terrazzo. Guardo le stelle! Che spettacolo, che meraviglia le stelle. Cosa c’è di più poetico del cielo stellato?! Eppure meraviglia e oscenità sono legati indissolubilmente. Quando lo stupore del luccichio viene meno nella mente e nel cuore dell’osservatore, la scienza dimostra senza riserva che ci troviamo di fronte ad un cimitero vivente: una marea di corpi celesti così distanti di cui noi percepiamo a occhio nudo solo fotoni di luce, già nati e passati anni luce fa. D’altronde, in un universo così vasto in cui l’uomo non è altro che un insulso soggetto-oggetto, questo è un meccanismo dal quale effettivamente nessuno può scappare. Che cosa c’è di più terribile di questa ineluttabilità?

kinopoisk.ru

Amore-odio, meraviglia-oscenità… come tante altre polarità! Qualcosa di infinitamente poetico e terribilmente ineluttabile nel loro legame intrinseco. E allora non è solo venerazione e ammirazione, ma anche venerazione-disprezzo e ammirazione-biasimo. Come sempre l’importante è cercare un equilibrio, senza essere Norman o Kant, ed avere attorno a noi persone che ci supportino a trovare tale equilibrio perché in fondo tutti siamo impegnati nella stessa caccia… al tesoro, l’amore che confessa e così sconfessa l’odio che rimane la sua componente intrinsecamente complementare! Gli opposti non si attraggono ma li possiamo far convivere e superare in ossequio al loro equilibrio e alla ricerca di uno tutto nostro, infinitamente poetico e terribilmente ineluttabile.

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