Una domenica minuta e visiva

Guardare, osservare, vedere

Una domenica è una finestra ritagliata socialmente nel tempo.

Temporeggiando ci si può affacciare dalla finestra.

Affacciandosi si può guardare qualcosa.

Guardando, cogliendo qualcosa dentro o fuori, si può iniziare ad osservare.

Osservando ci si può aprire alla dimensione del vedere.

La vista

La vista non è solo uno dei cinque (cinque?) sensi.

Mi ha sempre colpito per gli effetti che esercita anche quando assente.

Stevie Wonder, per esempio, la richiama continuamente…

“tutte le vedute che i nostri occhi hanno scrutato / apriranno i nostri cuori fusi / e alimenteranno le nostre anime vuote”

“quello che davvero sento / i miei occhi non me lo nascondono / perché iniziano sempre a piangere”

Una domenica minuta e visiva

Spendo tutta la mia vista nel mio minuscolo angolo di mondo.

Nel mio minuscolo angolo di mondo non riesco a scrutare molte cose.

A parte questo potrei riuscire a cogliere tutte le cose del mondo.

Le (ri)trovo in un minuto spigolo del bagno dove si è accasciata la polvere di vernice consunta della vecchia lavatrice.

In una domenica del genere, minuta e visiva, è bello e tragico rispolverare la definizione di Paesologia – l’arte di scrutare i posticini che cullano in grembo i paesini o i loro angolini, l’arte di vedere un po’ di “beatitudine nella desolazione”.

Note

“La cura del guardare”, F. Arminio

“Vedere, guardare, osservare” e la creatività, un articolo interessante

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