Counseling o consulenza filosofica!?

Primo con-tatto con il mondo del counseling filosofico.

Un sogno e, come ogni sogno, relegato all’universo onirico. Non per questo totalmente ininfluente nella realtà – nel senso di Wirklichkeit (e non di Realität). Riporto di seguito alcuni appunti che servono a me per schematizzare le parole proferitemi da una counselor che tanto gentilmente si è prestata ad interloquire con me relativamente a questo tema. Grazie a Chiara (convinta in fondo, come vorrei anche io, che la filosofia possa essere un modo di vivere con applicazione nella vita quotidiana).

Per quanto riguarda le informazioni generali:

(1) Il tema del counseling è una sfaccettatura del campo delle pratiche filosofiche, ossia della filosofia intesa come modo di vivere e applicata al quotidiano. In Italia la disciplina “pratiche filosofiche” è riconosciuta a livello istituzionale e quindi è un campo di studi la cui validità ed autorità è ben riconosciuta (ci sono dei corsi in molte università, ma non a Trento, sotto il settore disciplinare M-FIL/03 – quindi sotto il settore di filosofia morale e politica). Testo fondamentale per entrare nel merito delle pratiche filosofiche è Philosophy for children di Lipman; testo per avere un’idea generale delle pratiche filosofiche è La filosofia come modo di vivere. Conversazioni di Hadot. Purtroppo, però, all’interno di questo campo sussistono spaccature (dovute per lo più agli approcci attraverso i quali si rende pratica la filo) e le sotto-discipline che emergono, pur rimanendo entro il contesto delle pratiche filosofiche, spesso non sono riconosciute a livello istituzionale nella loro validità e autonomia. Due di queste sotto-discipline sono la consulenza filosofica e il counseling filosofico.

(2) La consulenza filosofica si sviluppa a partire dagli anni ’80 del XX secolo, sotto l’egida di Achenbach. Si tratta fondamentalmente di fare consulenza (quindi non solo di risolvere problemi) attraverso la forma del DIALOGO SOCRATICO, un dialogo condotto secondo metodi e approcci (ed incentrato su temi) spiccatamente filosofici più che psicologici, forte del fatto che la psicologia nasce dalla filosofia (e quindi, implicitamente, non c’è nulla nella prima che non sia già in nuce nella seconda). L’associazione Phronesis (sede a Venezia), ad esempio, si occupa di consulenza filosofica.

(3) Il counseling filosofico consiste nell’istituire con un cliente una RELAZIONE D’AIUTO, una relazione che ha per fine il tentativo di risoluzione di un “problema esistenziale” mediante il mutamento di prospettiva (“decentramento”) su di questo. In tal seno, la psicologia diventa un alleato di prim’ordine: da un lato la sua conoscenza permette di discernere tra problemi esistenziali che possono essere affrontati dal counselor o meno, mentre dall’altro offre modelli teorici o approcci metodologici di vitale importanza per la stessa pratica filosofica. L’associazione SiCof (sede a Torino, Roma, Napoli e Vicenza), ad esempio, si occupa di counseling filosofico.

Per quanto riguarda la formazione in generale:

(1 – l.p.) costo enorme del master (sui 2000 euro per anno, per una durata del master di tre anni);
(2 – l.p.) incapacità d’insegnare da parte di alcuni docenti (essendo discipline nuovissime, alcuni insegnanti – non tutti! – che si trovano nelle scuole di pratiche filosofiche, non hanno molta esperienza d’applicazione pratica della filosofia o non sanno trasmettere agli studenti in maniera teorica quello che accade nei casi concreti);
(3 – l.p.) nessuno in Italia riesce a vivere solo attraverso la consulenza o il counseling filosofici (magari le cose vanno meglio in Germania e nei Paesi anglofoni, ma spesso rimangono lavori di ripiego);
(4 – l.n.) le lezioni del master sono di solito concentrate in uno o due week-end al mese e quindi nel mentre si può trovare un lavoro;
(5 – l.n.) anche se nessuno vive di counseling, dopo aver fatto un percorso formativo del genere, si possono aprire anche altre strade che richiedano figure professionali con capacità affini a quelle del counselor o del consulente filosofico (per es. entro pubblica amministrazione per attività d’orientamento, entro ospedali per operatori di supporto, ecc…).

Qualcuno ha qualcosa da correggere o da aggiungere?

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