Incoerenza

“Senza direzioni, […] scoppiatamente libero, ritrovo l’incoerenza che non c’era”… “un momento di vita rapito”.

L’incoerenza che non c’era finché ci s’illudeva di poter essere coerenti con la bella illusione che è la propria identità. Poi ci s’accorge che non è possibile essere coerenti con qualcosa che non sia condizionato da sé (dalla propria “logica di ieri”, dal modo di pensare della propria mente). Oltre la coerenza e l’incoerenza – un momento di vita… e, poi, passa. Dovrei prenderne atto, accettare questo “momento di vita rapito” nella sua momentaneità. Anche stasera invece, come buona parte delle altre sere, il divenire mi rattrista *catafratto, sempre più catafratto*… altroché jazz, magari jazz!

PS: cribbio! Persino nell’immagine principale del video di you tube ci sono il divenire e l’impermanenza – le montagne all’apparenza solidissime ed immutabili, se guardate nel corso di millenni, sono come onde mutevolissime, che si alzano e si abbassano. D’accordo, mi concentro non sulla montagna (illusione) ma sul processo che è sotteso alla montagna (primo bagliore di realtà). Ma a questo livello, scomparsa la montagna, non dovrebbero essere scomparse tanto la felicità quanto la tristezza? Non dovrei sentirmi oltre le loro vette, in una nuova terra? Perché sono ancora profondamente triste?

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