STRANEZZE dello SPAZIO – il BLU.

Space Oddity

C’è una frase degna di nota in questa canzone: “Planet Earth is blue/ and there’s nothing I can do”. C’è un termine degno di nota in questa frase: “blue”.

Nel mio cervello si era formata la strana idea che questo vocabolo fosse simbolo di spiritualità. Ad un’analisi più approfondita il blu sembra invece denotare tristezza. Spiritualità e tristezza quindi. Cioè tristezza e poi spiritualità, spiritualità come coadiuvante della tristezza (?). L’aggettivo “coadiuvante”, etimologicamente, pare derivi dal verbo “coadiuvare” – ottenuto dal latino “cum” (insieme) “adjuvare” (aiutare). Tradotto nel nostro contesto: spiritualità come ciò che aiuta a superare tristezza (?). La vita in generale è frastagliata di questi coadiuvanti; un esempio per tutti, il ragazzo non ricoperto d’affetto dai genitori che, crescendo, cerca d’attirare il più possibile le attenzioni su di sé in qualsiasi modo possibile. Quindi l’egocentrismo come coadiuvante di una mancanza d’affetto.

Galla Placidia
Ora la scelta di percorrere una via spirituale principia molte volte da una crisi esistenziale, da uno stato in cui si soffre di una tristezza lancinante nel profondo del proprio essere. Pertanto mi chiedo, sperando di poter rispondere negativamente, se la spiritualità non sia altro che un coadiuvante, un analgesico per una tristezza inestinguibile. E mi chiedo, ad un altro livello, perché dinnanzi a questo blu non ci sia niente (“no-thing”) che si possa fare – STRANEZZE dello SPAZIO.

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